L'Islam denuncia il terrorismo

LE VERE RADICI DEL TERRORISMO:


IL DARWINISMO E IL MATERIALISMO
La maggior parte della gente crede che la teoria dell’evoluzione sia stata proposta per la prima volta da Charles Darwin e che si fondi su prove, osservazioni ed esperimenti scientifici. In realtà, non fu Darwin a introdurla e la teoria non si basa su prove scientifiche. La teoria è costituita da un adattamento alla natura dell’antico dogma della filosofia materialista. Anche se non è sostenuta da scoperte scientifiche, questa teoria viene sostenuta ciecamente in nome della filosofia materialista. (Ssi veda Harun Yahya, L’inganno dell’evoluzione, ed. Al Hikma, 1999)
Questo genere di fanatismo ha portato a ogni specie di disastro. Con la diffusione del darwinismo e della filosofia materialista che esso sostiene, è cambiata la risposta alla domanda: “che cos’è un essere umano?”. Chi in passato era solito rispondere: “Dio crea gli esseri umani ed essi devono vivere secondo la bellissima morale che Lui insegna”, oggi inizia a pensare: “L’uomo è arrivato all’esistenza per caso ed è un animale che si è sviluppato attraverso la lotta per la sopravvivenza”. Questo è il prezzo molto alto che dobbiamo pagare per questo grande inganno. Ideologie violente quali il razzismo, il fascismo e il comunismo, assieme a molte altre visioni del mondo barbariche, basate sul conflitto, traggono la loro forza da questa menzogna.
Questo capitolo esaminerà il disastro che il darwinismo ha inferto al mondo e ne rivelerà le connessioni con il terrorismo, uno dei principali problemi globali dei nostri tempi.
La menzogna darwinista: “la vita è conflitto”
Nello sviluppo della sua teoria, Darwin è partito da una premessa fondamentale: “lo sviluppo degli esseri viventi dipende dalla lotta per la sopravvivenza. I forti vincono la lotta. I deboli sono condannati alla sconfitta e all’oblio”.
Secondo Darwin, esistono in natura una lotta spietata per la sopravvivenza e un conflitto eterno. I forti finiscono sempre per prevalere sui deboli e ciò permette che avvenga lo sviluppo. Il sottotitolo che lui ha dato al suo libro “Sull’origine delle specie per mezzo della selezione naturale o la preservazione delle razze favorite nella lotta per la vita” riassume il suo punto di vista.
Inoltre, Darwin suggerì che la “lotta per la sopravvivenza” si applicasse anche ai gruppi razziali umani. Secondo questa fantastica ipotesi, le “razze favorite” sarebbero state le vincitrici nella lotta. Le razze favorite, secondo Darwin, erano i bianchi europei. Le razze africane e asiatiche erano rimaste indietro nella lotta per la sopravvivenza. Darwin andò oltre, suggerendo che tali razze avrebbero presto perso completamente la “lotta per la sopravvivenza” e sarebbero quindi scomparse:
In qualche momento del futuro, non lontanissimo se misuriamo in termini di secoli, le razze civilizzate dell’umanità quasi certamente stermineranno e sostituiranno le razze selvagge in tutto il mondo. Allo stesso tempo, le scimmie antropomorfe... saranno senza dubbio sterminate. La separazione tra l’uomo e i suoi alleati più prossimi diventerà così più ampia, perché dividerà l’uomo in uno stato più civilizzato, possiamo sperare, dello stesso tipo caucasico, da qualche scimmia in basso quanto il babbuino, anziché separare, come fa oggi, il negro o l’australiano dal gorilla.28
L’antropologo indiano Lalita Vidyarthi spiega in che modo la teoria darwiniana dell’evoluzione abbia imposto il razzismo nelle scienze sociali:
“La teoria [darwiniana] della sopravvivenza dei più adatti fu accolta calorosamente dagli scienziati sociali dell’epoca, che credevano che l’umanità avesse raggiunto vari livelli di evoluzione, che culminarono nella civiltà dell’uomo bianco. Entro la seconda metà dell’Ottocento, il razzismo era stato accettato come un dato di fatto dalla grande maggioranza degli scienziati occidentali”.29
La fonte d’ispirazione di Darwin:
la teoria della spietatezza di Malthus
La fonte d’ispirazione di Darwin fu il libro dell’economista inglese Thomas Malthus: Saggio sul principio della popolazione. Lasciata a sé, calcolava Malthus, la popolazione umana cresce rapidamente. Secondo lui, le principali influenze che tenevano sotto controllo le popolazioni erano i disastri, come la guerra, la fame e la carestia. In breve, secondo questa brutale affermazione, alcuni dovevano morire perché altri vivessero. L’esistenza stessa finiva per significare una “guerra permanente”.

Thomas Malthus
Nell’Ottocento, le idee di Malthus incontrarono un’ampia accoglienza. Gli intellettuali europei dei ceti alti, soprattutto, sostennero le sue idee crudeli. Nell’articolo di Jerry Bergman “The Scientific Background of the Nazi ‘Race Purification’ Programme” (“I retroscena scientifici del programma nazista di ‘purificazione razziale’”), si descrive così l’importanza che l’Europa dell’Ottocento attribuiva alle idee di Malthus sulla popolazione:
“Nella prima metà dell’Ottocento, in tutta Europa, i membri della classe dominante si riunirono per discutere il “problema demografico” appena scoperto e per trovare i modi per mettere in atto il mandato di Malthus, così da aumentare il tasso di mortalità dei poveri: “invece di raccomandare l’igiene ai poveri, dovremmo incoraggiare abitudini contrarie. Nelle nostre città, dovremmo fare strade più strette, far affollare di più la gente nelle case e invitare il ritorno della peste. In campagna, dovremmo costruire i nostri villaggi vicino a pozze stagnanti e dovremmo soprattutto incoraggiare l’insediamento in zone paludose e insalubri”, e così via”.30
Il risultato di questa politica crudele è che i deboli e gli sconfitti nella lotta per la sopravvivenza vengono eliminati riequilibrando il rapido incremento della popolazione. Questa politica detta di “oppressione dei poveri” fu veramente messa in atto nell’Inghilterra dell’Ottocento. Fu istituito un regime industriale in cui si facevano lavorare bambini di otto e nove anni per sedici ore al giorno nelle miniere di carbone e migliaia di persone morirono per le terribili condizioni di vita. La “lotta per la sopravvivenza” richiesta dalla teoria di Malthus ha riempito di sofferenza la vita di milioni di inglesi.

L’attuazione nel corso del XIX secolo della tesi di Malthus sulla necessità della lotta per la vita ha ridotto in miseria i bambini poveri e indifesi in Inghilterra. La religione, tuttavia, garantisce la protezione dei bambini. Una vita di bontà e virtù, priva di miseria e sofferenza, è possibile solo laddove gli insegnamenti morali della religione siano praticati.
Influenzato da tali idee, Darwin applicò questo concetto di conflitto a tutta la natura e suggerì che i forti e i più adatti uscivano vincitori da questa guerra per l’esistenza. Sostenne inoltre che la cosiddetta lotta per la sopravvivenza costituisse una legge giustificata e immutabile della natura. Allo stesso tempo, invitava le persone ad abbandonare le proprie credenze religiose negando la Creazione e in questo modo sovvertì tutti quei valori etici che avrebbero potuto essere di ostacolo alla spietatezza della “lotta per la sopravvivenza”.
Nel Novecento l’umanità ha pagato un prezzo elevato per la diffusione di simili idee insensibili, atte a indurre la gente a compiere atti spietati e crudeli.
Il ruolo del darwinismo nel preparare il terreno per la Guerra Mondiale
Europe Since 1870, opera dello storico professore inglese James Joll.
Con il preodominio del darwinismo sulla cultura europea, gli effetti della lotta per la sopravvivenza cominciarono a emergere. Le nazioni colonialiste europee in particolare iniziarono a rappresentare i paesi colonizzati come “evolutivamente arretrati”, giustificando tali affermazioni mediante il darwinismo.
L’effetto politico più cruento del darwinismo fu lo scoppio della I Guerra Mondiale nel 1914.
Nel suo libro Europe Since 1870, il famoso storico britannico James Joll spiega che uno dei fattori che prepararono il terreno per la Prima Guerra Mondiale fu la credenza nel darwinismo da parte dei governanti europei dell’epoca. :
…è importante comprendere come una interpretazione letterale della lotta per l’esistenza e della sopravvivenza del più adatto fosse condivisa dalla maggioranza dei leader europei negli anni che precedettero la Prima Guerra Mondiale. Per esempio, il Capo di Stato Maggiore dell’esercito austro-ungarico, il Barone Franz Conrad von Hoetzendorff, scrisse nelle sue memorie:
“Le religioni filantropiche, gli insegnamenti morali e le dottrine filosofiche possono indubbiamente servire a indebolire la lotta umana per la sopravvivenza nella sua forma più cruda, tuttavia non riusciranno mai a eliminarla quale forza motrice del mondo… È in accordo a tale principio che la catastrofe della guerra mondiale avvenne in conseguenza delle forze motrici nelle vite degli stati e dei popoli, come un fulmine che per sua natura deve scaricarsi”.
Considerata nella prospettiva di questo sfondo ideologico, l’insistenza di Conrad sulla necessità di una guerra preventiva al fine di preservare la monarchia austro-ungarica diviene comprensibile.
Si è visto come queste posizioni non si limitassero alle figure militari, e che Max Weber, per esempio, era profondamente interessato alla lotta internazionale per la sopravvivenza. Ancora, Kurt Riezler, l’assitente personale e confidente del Cancelliere tedesco Theobald von Bethmann-Hollweg, scrisse nel 1914:
Un’inimiciza eterna e assoluta è fondamentalmente inerente alle relazioni tra i popoli; e l’ostilità che ovunque si osserva… non è il risultato di una perversione della natura umana, ma l’essenza del mondo e la fonte della vita stessa.31

I filosofi europei e i leader politici della prima decade del XX secolo furono ossessionati dalla nozione darwinista della “lotta per l’esistenza”. Da ciò derivò il loro entusiasmo per la Grande Guerra, un terribile cataclisma che spazzò via più di dieci milioni di vite.
Friedrich von Bernhardi, un generale della Prima Guerra Mondiale, stabilì una simile relazione tra la guerra e le leggi della natura. "La guerra" affermò Bernhardi "è una necessità biologica"; "è tanto necessaria quanto la lotta degli elementi della natura"; essa "offre una decisione biologicamente giusta, dal momento che le sue risoluzioni si fondano sulla natura stessa delle cose."32
Come si è visto, la I Guerra Mondiale scoppiò a causa di quei pensatori, generali e governatori europei i quali considerarono la guerra, lo spargimento di sangue e la sofferenza una sorta di sviluppo e una legge immutabile della natura. La radice ideologica che spinse quell’intera generazione verso la distruzione fu la dottrina darwinista della “lotta per la sopravvivenza” e delle “razze favorite”.
La Prima Guerra Mondiale si lasciò alle spalle 8 milioni di morti, centinaia di città devastate e milioni di feriti, invalidi, senzatetto e disoccupati.
La causa primaria della II Guerra Mondiale, scoppiato 23 anni dopo provocando la morte di 55 milioni di persone, fu ancora una volta il darwinismo.
Dove ha portato la “legge della giungla”: il fascismo
Come il darwinismo aveva alimentato il razzismo nell’Ottocento, così creò le basi di un’ideologia che si sarebbe sviluppata e avrebbe sommerso il mondo nel sangue nel Novecento: il nazismo.
Il Nazismo, una miscela di darwinismo sociale e neopaganesimo, ha ucciso milioni di persone e seminato l’orrore nei cuori di molti altri.
E’ possibile ravvisare un forte influsso darwinista tra gli ideologi nazisti. Quando si esamina questa teoria, plasmata da Adolf Hitler e Alfred Rosenberg, si incontrano concetti come “selezione naturale”, “accoppiamenti selettivi” e la “lotta per la sopravvivenza tra le razze”, ribaditi decine di volte nelle opere di Darwin. Nella scelta del titolo del suo libro, Mein Kampf (“La mia lotta”), Hitler si è ispirato alla lotta per la sopravvivenza darwinista e al principio che la vittoria spettasse ai più adatti. Parla in particolare della lotta tra le razze:
La storia culminerà in un nuovo impero millenario di uno splendore senza paralleli, basato su una nuova gerarchia razziale stabilita dalla stessa natura.33
Nel raduno del partito a Norimberga nel 1933, Hitler proclamò che “una razza superiore assoggetta a sé una razza inferiore… un diritto che vediamo in natura e che si può vedere come l’unico diritto immaginabile.”34
Che i nazisti fossero influenzati dal darwinismo è un fatto che praticamente tutti gli storici esperti in materia riconoscono. Peter Chrisp, autore del libro The Rise of Fascism, esprime così questo fatto:
“La teoria di Charles Darwin che gli esseri umani si siano evoluti dalle scimmie fu ridicolizzata alla sua prima apparizione, ma poi fu ampiamente accettata. I nazisti distorsero le teorie di Darwin, avvalendosene per giustificare la guerra e il razzismo”.35


Il Fascismo, la cui essenza si fonda su concetti darwinisti, ha causato la morte di milioni di persone innocenti. Questa terribile ideologia ha tratto molti paesi in un vortice di distruzione e miseria.
Lo storico Hickman descrive così l’influenza del darwinismo su Hitler:
“(Hitler) credeva fermamente nell’evoluzione e la predicava. Quali che fossero state le complessità più profonde della sua psicosi, è certo che il concetto di lotta era importante perché… il suo libro, Mein Kampf, illustrava chiaramente diverse idee evoluzioniste, in particolare quelle che sottolineano la lotta, la sopravvivenza dei più adatti e lo sterminio dei deboli per produrre una società migliore”.36

La seconda Guerra Mondiale ha causato la morte di 55 milioni di persone, lasciandone molte altre ferite e senza casa. La guerra ha devastato le città e provocato il collasso delle economie nazionali.
Hitler, che aveva sviluppato tali idee, trascinò il mondo in una violenza mai vista prima. Molti gruppi etnici e politici, in particolare gli ebrei, subirono terribili atrocità e massacri nei campi di concentramento nazisti. La seconda guerra mondiale, che iniziò con l’invasione nazista, costò 55 milioni di vite. Dietro la più grande tragedia della storia mondiale, c’era il concetto darwinista di “lotta per la sopravvivenza”.
L’alleanza sanguinaria: darwinismo e comunismo
Mentre i fascisti si trovano all’ala destra del darwinismo sociale, l’ala sinistra è occupata dai comunisti. I comunisti sono sempre stati tra i difensori più agguerriti della teoria di Darwin.
Questo rapporto tra il darwinismo e il comunismo risale proprio ai fondatori dei due “ismi”. Marx ed Engels, i fondatori del comunismo, lessero L’origine delle specie appena uscì e furono profondamente colpiti dal suo “materialismo dialettico“. La corrispondenza tra Marx ed Engels dimostra che videro come le teoria di Darwin “conteneva le basi per il comunismo nella storia naturale“. Nel suo libro “Dialettica della natura”, scritto sotto l’influsso di Darwin, Engels riservò molti elogi a quest’ultimo e cercò di dare il proprio contributo alla teoria nel capitolo sulla “Parte avuta dal lavoro nel processo di umanizzazione della scimmia’.
I comunisti russi che seguirono le orme di Marx e di Engels, come Plekhanov, Lenin, Trotsky e Stalin, erano tutti d’accordo con la teoria darwiniana dell’evoluzione. Plekhanov, che si considera come il fondatore del comunismo russo, vedeva nel marxismo “il darwinismo applicato alle scienze sociali”.37

I leader comunisti, le cui idee sulla società umana si basavano sul darwinismo, saranno ricordati nella storia per avere causato, con le loro politiche, terribili sofferenze. ble suffering with their cruel policies.
Trotsky disse: “la scoperta di Darwin è stata il più alto trionfo della dialettica in tutto il campo della materia organica”.38
‘L’educazione darwinista’ ha svolto un ruolo decisivo nella formazione dei quadri comunisti. Ad esempio, gli storici notano che Stalin era religioso in gioventù, ma divenne ateo soprattutto a causa dei libri di Darwin.
Mao, che stabilì il regime comunista in Cina e uccise milioni di persone, dichiarò apertamente che “il socialismo cinese si fonda su Darwin e la teoria dell’evoluzione”.39
James Reeve Pusey, storico dell’università di Harvard, ha studiato in gran dettaglio l’influsso di Darwin su Mao e sul comunismo cinese, nel suo libro di ricerca “China and Charles Darwin” (“La Cina e Charles Darwin”).


Il comunismo applicava l’idea darwinista della lotta alla “lotta di classe”, accettando in tal modo l’assassinio e lo spargimento di sangue come metodi legittimi di controllo.
In breve, esiste un saldo legame tra la teoria dell’evoluzione e il comunismo. La teoria sostiene che gli esseri viventi sono il prodotto del caso e fornisce un sedicente supporto scientifico all’ateismo. Il comunismo, ideologia atea, è quindi strettamente legato al darwinismo. Inoltre, la teoria dell’evoluzione suggerisce che lo sviluppo sia possibile in natura grazie al conflitto (in altre parole, “la lotta per la sopravvivenza”) e sostiene il concetto della “dialettica” che è fondamentale per il comunismo.
Se pensiamo al concetto comunista di “conflitto dialettico”, che ha ucciso qualcosa come 120 milioni di persone nel corso del Novecento, allora possiamo capire meglio le dimensioni del disastro che il darwinismo ha arrecato al pianeta.
Il conflitto dialettico non promuove lo sviluppo delle società, le distrugge
Come si è visto, l’affermazione di Darwin che la lotta tra gli esseri viventi è la causa del loro sviluppo ottenne credito scientifico a sostegno della filosofia del materialismo dialettico.
Come si può dedurre dal suo stesso nome, il materialismo dialettico riposa sull’idea del “conflitto”. Carlo Marx, il fondatore di questa filosofia, propagò l’idea che “se non ci fosse lotta e opposizione, tutto rimarrebbe come è”. In un altro luogo afferma che: ”La forza è la levatrice di ogni vecchia società incinta di una nuova”.40 Con queste parole egli invitò la gente alla violenza, alla guerra e al massacro al fine di conseguire uno sviluppo.
Il primo ad applicare all’ambito della politica la teoria di Marx fu Lenin. Promuovendo l’idea che “il progresso è generato dal conflitto degli opposti”, Lenin sostenne che persone di idee opposte dovrebbero essere in costante conflitto. Lenin affermò inoltre che tale conflitto dovrebbe richiedere spargimenti di sangue, vale a dire, il terrorismo. Un articolo di Lenin intitolato "Guerrilla Warfare", pubblicato per la prima volta su Proletary nel 1906, undici anni prima della Rivoluzione Bolscevica, rivela i metodi terroristici cui avrebbe ricorso:
“Il fenomeno in cui siamo interessati è la lotta armata. È condotta da individui e da piccoli gruppi. Alcuni appartengono a organizzazioni rivoluzionarie, mentre altri (la maggioranza in certe parti della Russia) no. La lotta armata persegue due fini differenti, i quali devono essere rigorosamente distinti: in primo luogo, tale lotta mira ad assassinare individui, capi e subordinati nell’Esercito e nella Polizia; in secondo luogo, si prefigge di confiscare fondi monetari sia al governo che ai privati cittadini. I fondi confiscati vanno in parte alle casse del partito, in parte sono destinati alle armi e ai preparativi necessari a una sollevazione, in parte al mantenimento di persone dedicate alla lotta descritta”.41


È naturale che sorgano disaccordi, ma questi non dovrebbero essere la causa di conflitti e guerre tra i popoli. Il rispetto reciproco e la tolleranza possono garantire l’accordo e la tolleranza tra partiti in conflitto. L’insegnamento morale del Corano offre alla gente una vita di contentezza e gioia, mentre il dibattito dialettico reca sempre disgrazia, distruzione e morte.
Nel ventesimo secolo, la più nota ideologia che si oppose al comunismo fu il fascismo. La cosa interessante è che, seppure quest’ultimo affermasse di opporsi al comunismo, condivise con esso il concetto di lotta. I comunisti credettero nella necessità della lotta di classe, mentre i fascisti mutarono semplicemente l’ambito del conflitto concentrandosi sull’idea della lotta tra razze e nazioni. Per esempio, lo storico tedesco Heinrich Treitschke, uno dei più eminenti studiosi dell’ideologia nazista e della supremazia della razza, scrisse: "le nazioni non potrebbero prosperare senza un’intensa competizione, simile alla lotta per la sopravvivenza di Darwin."42 Hitler stesso affermò di aver tratto ispirazione dalla visione darwinista della lotta:
“L’intero mondo della Natura è un’estrema lotta tra la forza e la debolezza – un’eterna vittoria del forte sul debole. Non vi sarebbe che decadenza nell’intera natura se ciò non fosse. Chi vuole sopravvivere deve combattere. Chi non vuole combattere in questo mondo dove la lotta permanente è la legge della vita non ha diritto a esistere”.43
Entrambe queste ideologie darwiniste sostennero che la lotta e il sangue fossero necessari affinché una società potesse crescere forte. I risultati nel corso del XX secolo sono ben noti. Innumerevoli persone innocenti morirono, furono ferite o mutilate; le economie nazionali crollarono; il denaro che soleva essere destinato alla salute, alla ricerca, alla tecnologia, all’educazione e all’arte fu speso in armamenti e bende per coprire le ferite, oltre che nelle spese necessarie alla ricostruzione delle città. Col passare del tempo divenne evidente che la lotta e il terrore non promuovevano lo sviluppo umano ma piuttosto la sua distruzione.
Esistono certamente contraddizioni nel mondo. Come nella natura vi è la luce e l’ombra, il giorno e la notte, il caldo e il freddo, così vi è la contraddizione tra l’idea e la sua attuazione. Ma tale contraddizione non implica il conflitto. Al contrario, qualora questa sia gestita con tolleranza, pace, comprensione, amore, compassione e misericordia, è possibile conseguire ottimi risultati. Chiunque confronti le sue idee con quelle di un altro, potrà arricchirsi o comprendere le sue mancanze per poi porvi rimedio. Coloro che sostengono opinioni opposte potranno avere scambi di idee nel corso di conversazioni o sostenere una critica costruttiva. Solo chi, conformandosi al Corano, è sincero, indulgente, pacifico e umile può sviluppare una tale attitudine.
Uccidere o ferire una persona in quanto sostiene idee differenti, crede in una diversa religione o appartiene a un’altra razza costituisce un immenso atto di crudeltà. Unicamente per questa ragione, nel corso della storia mondiale, i figli di una stessa patria hanno impugnato le armi su fronti contrapposti, massacrandosi reciprocamente senza alcuna pietà. Persone di razza o nazionalità differente, donne e bambini inclusi, sono state uccise indiscriminatamente per la sola ragione che non vi è rispetto per gli esseri umani, considerati come meri animali intelligenti; questo rivela una ignoranza del fatto che si dovrà rendere conto delle proprie azioni di fronte a Dio.
La migliore attitudine da prendere nei confronti di chi sostiene idee diverse è rivelata nel Corano. Scontri di idee si sono sempre verificati nel corso della storia e uno degli esempi più noti è quello dell’opposizione tra Mosè (pbsl) e il suo contemporaneo Faraone. Nonostante la crudeltà e l’aggressività di Faraone, Dio inviò Mosè (pbsl) per invitarlo alla Sua religione. A tal fine, Egli disse al Suo Profeta come comportarsi:
“Andate da Faraone: in verità si è ribellato! Parlategli con dolcezza. Forse ricorderà o temerà [Allah]”. (Corano, XX, 43-44)
Mosè (pbsl) ubbidì al comando di Dio ed espose la vera religione in maniera approfondita e paziente al fine di indurre Faraone a non negare Dio e a fermare la crudeltà contro la gente. Questi, tuttavia, si mostrò ostile nei confronti di Mosè (pbsl), minacciando di uccidere lui e quanti condividevano le sue idee. Faraone, comunque, non prevalse, ma al contrario fu affogato insieme alla sua gente. Mosè e il suo popolo ottennero la vittoria.
Come questo esempio dimostra, la vittoria di un’idea o la lotta per lo sviluppo non si affermano mediante l’ostilità o l’aggressione. L’incontro tra Mosè e Faraone costituisce una lezione storica: la vittoria non arride a quanti scelgono la contesa e la crudeltà, bensì ai promotori della pace e della giustizia. La pratica dei giusti principi morali è ricompensata sia in questo mondo che nell’altro.
Il darwinismo e il terrorismo
Come già abbiamo visto, il darwinismo si trova alla radice di varie ideologie della violenza che hanno avuto esiti disastrosi per l’umanità nel corso del ventesimo secolo. Il concetto fondamentale alla base di questa visione e di questo metodo consiste nel “lottare contro chiunque non sia uno dei nostri”.
Possiamo spiegare questo concetto così: esistono diverse credenze, visioni del mondo e filosofie. È assai naturale che tutte queste idee differiscano tra loro, per quanto possano confrontarsi in uno dei seguenti modi:
1) Possono rispettare l’esistenza di chi è diverso da loro cercando di stabilire un dialogo, il che rappresenta un metodo umano conforme alla moralità del Corano.
2) Possono scegliere di combattersi per cercare di assicurarsi un vantaggio ai danni dell’altro, in altre parole, comportandosi come animali selvatici. Questo è il metodo del materialismo, cioè della mancanza di religione.
L’orrore che si chiama terrorismo non è altro che l’espressione di questa seconda visione.

Possono esistere disaccordi tra gli stati o le società, ma il conflitto e la guerra non possono risolvere i problemi. Come insegna il Corano, le divergenze devono essere risolte con la pazienza reciproca, la tolleranza, la compassione e la comprensione.
Quando si prendono in considerazione le differenze tra i due approcci, si può vedere come l’idea dell’“uomo come animale da combattimento” che il darwinismo ha imposto alla gente sia particolarmente influente. È possibile che certi individui e gruppi che hanno scelto la via del conflitto non abbiano mai sentito parlare del darwinismo e dei principi di quella ideologia. Ma alla fine, concordano con una visione del mondo le cui basi filosofiche continuano a poggiare sul darwinismo. Ciò che li induce a credere alla giustezza di una simile visione si fonda su slogan di matrice darwinista, come “in questo mondo sopravvivono i più forti”, “i pesci grossi mangiano quelli piccoli”, “la guerra è una virtù” e “l’uomo si fa strada conducendo guerre”. Eliminate il darwinismo e non resteranno che slogan vuoti.
In realtà, quando si elimina il darwinismo, non resta alcuna filosofia del “conflitto“. Le tre religioni divine in cui crede la maggior parte delle persone nel mondo, l’Islam, il Cristianesimo e il Giudaismo, si oppongono alla violenza, propugnano la pace e l’armonia nell mondo e e avversano l’omicidio, la crudeltà e la tortura nei confronti di persone innocenti. Il conflitto e la violenza violano la moralità che Dio ha decretato per l’uomo e sono concetti anormali e indesiderabili. Il darwinismo, tuttavia, considera e descrive il conflitto come se si trattasse di un concetto naturale, giustificato e corretto, che ha diritto di esistere.

L’unico modo affinché le generazioni future possano assicurarsi una vita virtuosa e ricca di soddisfazioni è l’accettazione degli insegnamenti morali del Corano.
Se alcune persone commettono dunque atti di terrorismo mascherandosi dietro i simboli religiosi dell’Islam, del Cristianesimo o del Giudaismo, potete essere certi che non si tratti di musulmani, cristiani o ebrei, ma di veri e propri darwinisti sociali. Per quanto si nascondano sotto un manto religioso, non sono veri credenti, bensì nemici della religione. Infatti, nel momento in cui commettono spietatamente un delitto vietato dalle norme divine, diffamano la religione agli occhi della gente.
Per questo, la matrice del terrorismo che assilla il nostro pianeta non è una delle religioni divine, ma l’ateismo nella sua forma contemporanea: il “darwinismo” e il “materialismo”.
Chiunque desideri la pace deve riconoscere il pericolo del darwinismo
La soluzione di un problema particolare si trova allorquando si giunge all’essenza dello stesso. Per esempio, per quanto ci si sforzi di mantenere pulita l’area in cui è posto un bidone dei rifiuti maleodorante, quest’ultimo continuerà a mandare fetore. Ogni soluzione si dimostrerà di breve durata, qualora non si consideri l’origine di tale lezzo e si rimuova quindi la spazzatura. In caso contrario, sarebbe come spendere anni nell’allevare serpenti velenosi per poi liberarli e domandarsi perché questi mordano la gente, tentando infine di riunirli ancora una volta insieme. L’importante è di non allevarli.
Di conseguenza, nella lotta contro il terrorismo, la ricerca dei singoli responsabili al fine di renderli ineffettivi non costituisce una soluzione viabile e permanente. L’unico modo per sradicare totalmente il flagello del terrorismo dalla faccia della terra è l’identificazione delle fonti che ne alimentano l’azione per poi rimuoverle. La fonte principale del terrorismo, d’altra parte, sono le ideologie fallaci e l’educazione che ne deriva.

In verità Allah ha ordinato la giustizia e la benevolenza e la generosità nei confronti dei parenti. Ha proibito la dissolutezza, ciò che è riprovevole e la ribellione.
(Corano, XVI, 90)
Ai nostri giorni, in quasi tutti i paesi del mondo, il darwinismo è stato incorporato in ogni programma scolastico ed è considerato un fatto scientifico. Ai giovani non è insegnato di essere stati creati da Dio, di essere stati dotati di uno spirito, di sapienza e di coscienza. Non gli è detto che dovranno rendere conto delle loro azioni nel Giorno del Giudizio, per cui saranno puniti nell’Inferno o premiati nel Paradiso per l’eternità. Al contrario, gli si insegna di discendere da animali pervenuti all’esistenza per una serie di coincidenze casuali. A causa di tale indottrinamento, si convincono di essere dei meri accidenti privi di alcuna responsabilità di fronte a Dio per cui credono che la loro sopravvivenza dipenda dall’essere vittoriosi nella lotta. Nella fase successiva, è estremamente facile manipolare queste persone, già indottrinate durante gli anni di scuola, trasformandole in nemici dell’umanità, abbastanza crudeli da poter massacrare bambini innocenti. Questi giovani sono prontamente attratti dalle ideologie deviate e possono agire sotto l’influenza dei condizionamenti dei terroristi intraprendendo atti di una efferatezza inimmaginabile. I gruppi terroristici di matrice comunista, fascista e razzista, in azione sin dal XIX secolo, costituiscono il frutto di un simile sistema educativo.
Il secondo grande pericolo ingenerato da questo sistema educativo è l’eliminazione della religione, circoscrivendone la sfera alle persone incolte. Ne consegue che quanti hanno accesso all’istruzione sono completamente alieni dalla religione a causa dell’indottrinamento materialista-darwinista, per cui la religione rimane limitata agli incolti. Ciò determina lo sviluppo di idee superstiziose ed erronee, consentendo a quanti promuovono concetti del tutto contrari alla religione di assumere facilmente il controllo in nome di essa.
I fatti recenti dell’11 settembre costituiscono gli esempi più ovvi di questo fenomeno. Nessuno che abbia timore di Dio, Lo ami e sia consapevole del fatto di dover rendere conto delle sue azioni potrebbe commettere un atto tale da causare le morte di migliaia di persone innocenti, lasciando altrettante migliaia di orfani. Costui saprà di essere responsabile di fronte a Dio per le sofferenze inflitte agli altri e che ognuna di esse sarà ripagata con i tormenti dell’Inferno.
Per concludere, il modo per fermare gli atti di terrorismo è porre termine all’educazione materialista-darwinista, sostituendola con una scienza fondata su dati autentici al fine di instillare il timore di Dio e il desiderio di agire con saggezza e scrupolosità. I frutti di una tale istruzione saranno comunità di uomini pacifici, leali, indulgenti e tolleranti.

Egli è Colui che ha fatto scendere sul Suo servo segni evidenti, per trarvi dalle tenebre alla luce; in verità Allah è dolce e misericordioso nei vostri confronti.
(Corano, LVII, 9)

Il segreto al di là della materia

IL CROLLO DEL DARWINISMO E LA REALTÀ DELLA CREAZIONE

Le osservazioni di Adnan Oktar sul destino, la preordinazione e il fatto che Allah è ovunque

IL CROLLO DELLA TEORIA DELL’EVOLUZIONE

Selected parts from (10 Works in Total)

Quando muoiono e sono sepolti, gli uomini si lasciano alle spalle le case, le famiglie, gli averi ed ogni cosa di questo mondo

Quando muoiono e sono sepolti, gli uomini si lasciano alle spalle le case, le famiglie, gli averi ed ogni cosa di questo mondo

(Estratto dall’intervista ad Adnan Oktar su harunyahya.tv 6 Agosto 2010)

Le osservazioni di Adnan Oktar sul destino, la preordinazione e il fatto che Allah è ovunque

Le osservazioni di Adnan Oktar sul destino, la preordinazione e il fatto che Allah è ovunque

(Estratto dell'intervista in diretta di S. Adnan Oktar, Kral Karadeniz TV e Asu TV, 4 gennaio 2010)

Affermando che il Profeta Gesù (pbsl) è il figlio di Allah, i cristiani inducono milioni di persone a diventare irreligiose.

AFFERMANDO CHE IL PROFETA GESÙ (PSL) È IL FIGLIO DI ALLAH, I CRISTIANI INDUCONO MILIONI DI PERSONE A DIVENTARE IRRELIGIOSE

(Estratto dell’intervista al Sig. Adnan Oktar, CayTVMarasAksu del 10 dicembre 2009 )

L'effetto negativo del Darwinismo sull'economia

L'effetto negativo del Darwinismo sull'economia

Estratto dall’intervista Dem Tv e Tempo Tv di Adnan Oktar il 18 dicembre 2009

Hazrat Mahdi (pbsl) è esperto della conoscenza nascosta (ilm al-ladun)

Hazrat Mahdi (pbsl) è esperto della conoscenza nascosta (ilm al-ladun)

(Da intervista di S. Adnan Oktar in AdiyamanAsu del 5 aprile 2010)

Alcuni musulmani evitano di compiere sforzi per la cause dell'Islam per interessi personali, nonostante vogliano essere fedeli devoti

Alcuni musulmani evitano di compiere sforzi per la cause dell’Islam per interessi personali, nonostante vogliano essere fedeli devoti.

Da intervista di S. Adnan Oktar in TV Gaziantep Olay del 13 aprile 2010

Iran aspetta il Mahdi (as)

Estratto dall'intervista Tv Kocaeli e Tv Tempo di Adnan Oktar il settembre 18, 2009

Se non si insegna la religione l'anima di quei bambini rimarra nel vuoto. La religione è la sostanza dell'anima.

Citazione di Adnan Oktar dall'intervista TV DEM e Tv Tempo il dicembre 18, 2009

Il capitalismo è stato fondato sul Darwinismo. Ogni ideologia ufficiale di stato è l'ideologia del Darwinismo.

Estratto dall’intervista TV DEM e TV Tempo di Adnan Oktar il 13 novembre 2009

Se una persona dice: “ho fatto qualcose”, questo è politeismo. Quello che dovrebbe dire è: “Dio l'ha fatto per mezzo di me”.

Quotazione dall'intervista di Adnan Oktar il 2 febbraio 2010