Non è possibile parlare di “terrore cristiano”, “terrore ebraico”, o “terrore islamico”. In realtà, un esame del retroterra culturale dei responsabili di questi atti rivela che il terrorismo non è un fenomeno religioso, bensì sociale.
I Crociati erano cristiani europei che intrapresero, a partire dalla fine dell’XI secolo, spedizioni al fine di riconquistare la Terra Santa (la Palestina e le aree circostanti) dai musulmani. Si misero in marcia con un cosiddetto fine religioso, devastarono tuttavia ogni acro di terra in cui misero piede e diffusero la paura ovunque si recarono. Sottoposero popolazioni civili a esecuzioni di massa e depredarono città e villaggi. La conquista di Gerusalemme, dove musulmani, ebrei e cristiani convivevano pacificamente sotto il dominio islamico, ebbe luogo con un enorme spargimento di sangue. Massacrarono senza pietà tutti i musulmani e gli ebrei della città.
Sotto il governo islamico, i musulmani, gli ebrei e i cristiani ortodossi convissero in pace a Gerusalemme. Quando i Crociati conquistarono la città (si veda sopra) compirono un terribile massacro. I Crociati continuarono quindi a saccheggiare moltre altre città e a trucidare i civili che incontrarono. |
“Si poteva assistere a scene meravigliose. Alcuni dei nostri (e questo è più misericordioso) tagliavano le teste dei nostri nemici; altri li colpivano con le frecce per farli cadere dalle torri; altri li torturavano più a lungo gettandoli tra le fiamme. Nelle strade della città si vedevano mucchi di teste, mani e piedi. Occorreva farsi largo tra i cadaveri degli uomini e dei cavalli. Ma tutto ciò non era niente in confronto a quello che avveniva presso il tempio di Salomone, un luogo dove normalmente si tenevano le cerimonie religiose... nel tempio e nel portico di Salomone gli uomini andavano a cavallo con il sangue che arrivava fino alle ginocchia e alle redini”.17
In due giorni, l’armata crociata massacrò 40000 musulmani nel barbaro modo sopra descritto.18
La barbarie dei Crociati giunse a tali eccessi che, durante la IV Crociata, essi misero al sacco Costantinopoli (l’attuale Istanbul), una città cristiana, e depredarono le chiese degli oggetti d’oro.
Tale ferocia fu ovviamente del tutto contraria alla dottrina cristiana. Il Cristianesimo, secondo la Bibbia, è un “messaggio d’amore”. Nel Vangelo secondo Matteo, Gesù (pbsl) dice ai suoi discepoli: "amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori " (Matteo, V, 44). Secondo il Vangelo di Luca, Gesù (pbsl) disse: " A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l'altra." (Luca, VI, 29) In nessun capitolo del Vangelo si legittima l’uso della violenza, per cui l’omicidio di persone innocenti è inimmaginabile. Si può trovare il concetto di "massacro degli innocenti", ma solo in riferimento al crudele tentativo del re ebreo Erode di uccidere Gesù (pbsl) mentre era in fasce.
Se il Cristianesimo è una religione basata sull’amore, in cui non vi è posto per la violenza, come hanno potuto i Crociati commettere atti tra i più crudeli della storia? La ragione principale fu che essi erano persone per lo più ignoranti che si possono definire come "feccia". Queste masse, che non conoscevano quasi nulla della loro religione e che probabilmente non avevano mai letto la Bibbia, dei cui valori morali erano del tutto ignare, furono indotte a commettere tali atrocità per i condizionamenti della propaganda crociata che presentava tale violenza come il “volere di Dio”. Avvalendosi di tali metodi fraudolenti, molti furono incoraggiati a commettere atti atroci seppure severamente proibiti dalla religione.
Il 12 settembre 1204, i Crociati entrarono a Costantinopoli, che allora era governata dai cristiani. Misero al sacco la città al punto da strappare l’oro dalle chiese |
L’esempio dei Crociati è indicativo di un fenomeno generale. Quanto più gli aderenti a un’ideologia sono incivili, intellettualmente sottosviluppati e ignoranti, tanto più fanno ricorso alla violenza. Ciò vale anche per quelle ideologie non correlate con la religione. Tutti i movimenti comunisti nel mondo sono inclini alla violenza. I più selvaggi e sanguinari furono i Khmer Rossi in Cambogia, i quali, non a caso, erano anche i più ignoranti.
L’Islam nacque e si formò tra gli abitanti di Mecca, la più importante città della penisola. L’Islam si diffuse, tuttavia, nel resto della regione e tutte le tribù lo abbracciarono. Tra esse vi erano anche gli Arabi del deserto, che erano in un certo modo problematici: il loro povero retroterra culturale e intellettuale preveniva alcuni di loro dal cogliere la profondità e il nobile spirito dell’Islam. A tale proposito, Dio ha affermato in un versetto:
Al tempo del Profeta Muhammad (che Dio lo benedica e gli conceda la pace), i beduini erano tribù nomadi del deserto. A causa delle estreme condizioni in cui vivevano, giunsero a formare una cultura dura e rozza. |
In epoche successive, emerse un’altra brutale organizzazione: gli "Hashashis" (Assassini). Si trattava di una vera e propria “organizzazione terroristica” costituita di militanti ignoranti e fanatici privi di una profonda comprensione dell’essenza dell’Islam e quindi facilmente influenzabili mediante una semplice propaganda e promesse infondate.
In altre parole, così come i Crociati distorsero e fraintesero il Cristianesimo trasformandolo in un’insegnamento fondato sulla brutalità, alcuni gruppi perversi emersi nel mondo islamico travisarono l’Islam e ricorsero alla violenza. L’elemento in comune tra queste sette e i Crociati era la natura “beduina”. Vale a dire, l’ignoranza, la rozzezza e l’assenza di cultura, oltre all’incapacità di intendere realmente la religione. Il ricorso alla violenza derivò da tale limitatezza intellettuale, piuttosto che dalla religione cui sostenevano di aderire.
Un terrorista non conosce la pietà e il suo unico proposito è la distruzione Il fondatore dell’anarchismo russo, Michele Bakunin, e il suo discepolo Nechayev definirono con queste parole il terrorista ideale: “L’intera occupazione della sua [di un rivoluzionario] esistenza, non solo a parole, ma anche nei fatti, è la guerra contro l’ordine esistente della società e tutto il cosiddetto mondo civilizzato, con le sue leggi, la sua morale, i suoi costumi. È un oppositore senza compromessi … Conosce solo una scienza: la scienza della distruzione”. (Articolo tratto da The Alarm Newspaper, Bakunin's Ground-Work for the Social Revolution, 26 dic. 1885, pag. 8) Come si evince da queste parole, i terroristi sono persone che troncano le loro relazioni con ogni istituzione materiale e spirituale, considerata un impedimento ai loro obiettivi, rigettando di conseguenza ogni valore morale. Bakunin disse inoltre: "Giorno e notte non ha che un solo pensiero, un solo scopo: la distruzione spietata. Mentre persegue incessantemente, a sangue freddo, il suo fine, deve essere pronto a morire in ogni momento e a uccidere con le proprie mani chiunque tenti di frustrare i suoi piani." Nel suo Ground-Work for the Social Revolution presenta una descrizione del terrorista :
“Severo con se stesso, lo è anche nei confronti degli altri. Tutti quei deboli sentimenti che vanno dalle relazioni personali all’amicizia, dall’amore alla gratitudine, devono essere soppressi mediante l’unica fredda passione del lavoro rivoluzionario”. Queste parole mettono a nudo il volto oscuro del terrorismo e mostrano come si opponga radicalmente alla religione dell’Islam, la quale si fonda sulla pace, la tolleranza e l’amore. Nel seguente versetto, Dio rivela come la pace sia la reale salvezza dell’umanità e che la ricerca del suo opposto, vale a dire la guerra e il conflitto, non significa altro che “seguire le tracce di Satana”: “O voi che credete! Entrate tutti nella Pace. Non seguite le tracce di Satana. In verità egli è il vostro dichiarato nemico...”. (Corano, II, 208) |
La psicologia di massa del terrorism Un’altra importante caratteristica dei terroristi è l’agire in uno spirito collettivo. Tale attitudine prevede che le idee individuali e la scelta personale siano soppresse in vista di un singolo ideale comune. Quanti agiscono nell’ambito di questo spirito collettivo mettono da parte la loro razionalità e commettono atti indipendenti dalla loro volontà personale e coscienza. In molti paesi del mondo, molti gruppi terroristici composti da una minoranza di persone ottuse e incolte vengono coinvolti nell’isteria dei raduni collettivi e della propaganda e, senza intenderne le ragioni, commettono atrocità di massa. In un batter d’occhio, costoro possono trasformarsi in assassini grondanti di sangue o in terroristi capaci di commettere atti inumani. Per quanto una persona possa apparire, quando è sola, quieta e calma, una volta entrata a far parte di un gruppo terroristico può macchiarsi di azioni quali l’incendio doloso e l’aggressione senza ragioni apparenti. Un tale influsso può essere esercitato anche su persone disposte a morire per la loro causa. La maggior parte di coloro che prendono parte agli atti di terrore sono privi di volontà e coscienza, tanto da divenire simili a greggi di pecore sotto l’influenza della psicologia di massa. Il buon senso e il giudizio vengono sostituiti da un’emotività esagerata e da una tendenza alla violenza e all’aggressività. Intolleranti, queste persone possono essere provocate facilmente, nel qual caso non conoscono alcun limite.L’errore di questa psicologia di massa è rivelato nel Corano laddove si dice che gli esseri umani devono agire in accordo alla loro volontà e intelligenza: “Non seguire ciò di cui non hai conoscenza alcuna. Di tutto sarà chiesto conto: dell'udito, della vista e del cuore”. (Corano, XVII, 36) |
È vero che negli ultimi secoli i musulmani in ogni angolo del mondo sono stati vittime della violenza commessa dalle forze occidentali e dai loro alleati. Gli stati colonialisti europei e gli oppressivi regimi locali sostenuti dall’Occidente (come Israele) hanno causato gravi sofferenze alla maggior parte dei musulmani. Tale situazione, tuttavia, deve essere affrontata unicamente in conformità alle ingiunzioni coraniche.
In nessuna parte del Corano Dio comanda ai credenti di rispondere alla violenza con la violenza. Al contrario, Dio ordina ai musulmani di rispondere al male con il bene:
Un altro punto che merita una menzione speciale è il fatto che non tutti i paesi e le comunità occidentali possono essere ritenuti responsabili per la violenza e l’oppressione nei confronti dei musulmani. In realtà, la responsabilità di questi atti immani ricade sulle filosofie e ideologie atee e materialiste che prevalsero nel corso del XIX secolo. Il colonialismo europeo non trasse origine dal Cristianesimo. Al contrario, furono quei movimenti antireligiosi contrari al Cristianesimo ad aprire la via al colonialismo. Alle radici delle maggiori brutalità del XIX secolo si trova l’ideologia sociale darwinista. Nel mondo occidentale contemporaneo sono ancora presenti fattori opposti di crudeltà e offesa, con i quali coesiste inoltre una cultura dominata da elementi di pace e giustizia originata dal Cristianesimo. In realtà, il disaccordo principale non è tra l’Occidente e l’Islam, bensì quello tra i devoti dell’Occidente e del mondo islamico da una parte e quanti si oppongono alla religione (materialisti, atei, darwinisti) dall’altra.
Un’altra indicazione del fatto che l’Islam non ha nulla a che fare con il fanatismo del terzo mondo è che quest’ultimo è stato identificato fino a tempi recenti con l’ideologia comunista. Come ben noto, simili atti di terrore antioccidentali furono commessi durante gli anni ’60 e ’70 da organizzazioni comuniste sostenute dall’Unione Sovietica. Con la dissoluzione dell’ideologia comunista, alcune strutture sociali che avevano ingenerato le organizzazioni comuniste volsero la loro attenzione all’Islam. Tale “brutalità presentata in guisa di religione", formata incorporando alcuni concetti e simboli islamici nella pre-esistente retorica comunista, è totalmente contraria ai valori morali che sono l'essenza dell'Islam.
Un'ultima annotazione su questo argomento è che l'Islam non è prerogativa di una particolare nazione o regione geografica. Contrariamente alla percezione generalizzata in Occidente, l'Islam non è una "cultura orientale". L'Islam è l'ultima religione rivelata all'umanità intera per guidarla sul sentiero retto. I musulmani hanno la responsabilità di far conoscere la vera religione alle genti di ogni nazione e cultura, e di farle sentire più vicine all'Islam.
Quindi, c'è un'unica soluzione per le persone e i gruppi che, nel nome dell'Islam, ricorrono al terrore o instaurano regimi oppressivi e fanno di questo mondo un luogo spaventoso, invece di renderlo più bello: far conoscere il vero Islam e in modo che le masse possano capirlo e viverlo.
Uno dei metodi del terrorismo: ingenerare la paura e il panico nella società Una delle caratteristiche fondamentali del terrorismo è la selezione indiscriminata degli obiettivi al fine di diffondere la paura e l’insicurezza generale. Se si pensasse di essere possibili bersagli occasionali dei terroristi, non ci si sentirebbe più sicuri dal momento che non vi è modo di proteggersi da attacchi inaspettati. Questa è la ragione dell’arbitrarietà e imprevedibilità degli atti di terrore.
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Radicalismo significa favorire repentini cambiamenti distruttivi in ogni ambito mediante una politica intransigente. I radicali si caratterizzano per il loro desiderio di un mutamento rivoluzionario e per un’attitudine spesso aggressiva e severa.
In questo, come in ogni altro ambito della vita, la guida dei musulmani deve essere il Corano. Quando si considera il radicalismo alla luce del Libro, si nota come non abbia alcuna affinità con il comportamento ordinato da Dio ai credenti. Nel Corano, Dio descrive il credente come una persona amorosa, affabile, che evita i conflitti e le polemiche capace di rivolgersi anche all’interlocutore più ostile con calore e amicizia.
Un esempio di tale attitudine si ritrova nel comando rivolto da Dio a Mosè e ad Aronne (pace su di loro) di rivolgersi a Faraone con gentilezza:
Si può notare come Dio abbia ordinato il dialogo amichevole, non il conflitto e le parole forti, né gli slogan rabbiosi e le proteste agitate.
Allah vi ordina di restituire i depositi ai loro proprietari e di giudicare con equità quando giudicate tra gli uomini. Allah vi esorta al meglio. Allah è Colui che ascolta e osserva. (Corano, IV, 58) |
Per i terroristi, l’assassinio, la distruzione e la rovina costituiscono un modo di vita. Per essi, lo spargimento di sangue è un atto deliberato. Sono in grado di sparare a innocenti, gettare bombe contro bambini o devastare edifici senza provare alcun sentimento di compassione. |
In nessuna situazione il musulmano dovrebbe abbandonarsi all’ira. L’unica cosa che un musulmano desidera da parte degli altri è che credano in Dio e che vivano in conformità ai principi morali, seppure ciò sia possibile solo per la Sua grazia. Per quanto si faccia o per quanto si tenti di spiegare la verità alla gente, i cuori degli uomini sono nelle mani di Dio, come Egli ricorda in questo importante versetto: "... Non vedono i credenti che Allah, se volesse, potrebbe guidare tutti gli uomini sulla retta via? ..." (Corano, XIII, 31).
Questo fatto è inoltre rimarcato in un altro versetto:
Ogni musulmano deve rifiutare qualsiasi atteggiamento improntato all’ira e alla polemica intransigente, il quale è contrario alla vera natura del Corano, mostrando piuttosto amicizia, gentilezza, tolleranza, calma e compassione. I musulmani devono costituire un esempio per il mondo, meritando ammirazione per la loro maturità, moderazione, modestia e tranquillità. I musulmani devono vivere l’Islam nel miglior modo possibile e introdurre nel mondo la moralità islamica anche per mezzo delle loro conquiste nei campi della scienza, della cultura, dell’arte, dell’ordine sociale e in ogni altro ambito.
Spiegare l’Islam e difenderlo da idee estranee è parte di quanto descritto sopra. Nel versetto seguente, Dio rivela chiaramente l’attitudine da adottare nei confronti degli altri:
Le organizzazioni terroristiche si avvalgono del terrore per ottenere supporto. L’intimidazione è pianificata al fine di incrementare la loro forza e ottenere così il sostegno della cittadinanza.
I terroristi mirano a distruggere la gente sia fisicamente che psicologicamente al fine di ottenere i loro scopi. La moralità della religione, tuttavia, si oppone al terrorismo per il fatto che aspira a stabilire l’amore, il benessere, la compassione, la gioia e la speranza nella società. |
Le organizzazioni terroristiche, d’altra parte, in conformità con le ideologie cui aderiscono, pretendono che al fine di conseguire il loro scopo sia necessario rimuovere un governo e i suoi amministratori, considerati illegittimi e crudeli, per essere così in grado di stabilire un modo di vita più felice e giusto. Ciò non è tuttavia realistico. Nei primi versetti di Sura Al-Baqara, Dio ordina a quanti la pensano in questo modo:
Come si può vedere, il terrorismo non è che una diabolica fonte di morte. Chiunque favorisca questo ciclo di ferocia difende un sistema satanico. Il fatto che i terroristi si avvalgano di un linguaggio e di simboli religiosi non deve trarre in inganno. Quei terroristi che si celano sotto il velo della religione sono doppiamente colpevoli, sia del sangue versato che della propaganda antireligiosa da essi condotta nel commettere questi crimini in nome di essa.
Secondo l’insegnamento morale del Corano, uccidere un innocente è un atto di immensa crudeltà. Dio proibisce gli attentati terroristici e ne condanno i responsabili. |
…Temete Allah. Allah è ben informato su quello che fate. (Corano, V, 8) |
I terroristi considerano le loro azioni distruttive come atti di propaganda: sperano di diffondere la paura distruggendo uomini e proprietà. |
(Corano, 10:25) |