Un altro importante argomento considerato in riferimento agli atti di terrorismo contro gli Stati Uniti è la relazione tra l’Occidente e il mondo islamico. Come è noto, nel corso degli anni Novanta alcuni intellettuali avevano previsto che nel mondo era destinato a scoppiare uno scontro tra l’Occidente e l’Islam. Tale è il tema principale delle famosa tesi di Samuel Huntington esposta ne "Lo scontro di civiltà". Questa tesi – giustamente ribattezzata "Scontro di ignoranza" da Edward W. Said – si fonda, tuttavia, su uno scenario immaginario ingenerato dall’esagerata influenza di alcune fazioni radicali e ignoranti presenti in entrambi i campi. In realtà, non vi può essere scontro tra la civilizzazione occidentale e quella islamica, in quanto i pilastri della fede giudaica e cristiana, sui quali si fonda la civiltà occidentale, sono in perfetta armonia con l’Islam.
Nel Corano, gli ebrei e i cristiani sono chiamati la “Gente del Libro”. Ciò in quanto i membri di queste due religioni si attengono ai Libri Divini rivelati da Dio. La posizione dell’Islam nei confronti della Gente del Libro è estremamente giusta e compassionevole.
Tale attitudine verso la Gente del Libro si è sviluppata nel corso dei primi anni della Rivelazione. A quell’epoca i musulmani erano una minoranza che si sforzava di proteggere la sua fede contro l’oppressione e la tortura praticate dai pagani di Mecca. In seguito a questo stato di cose, alcuni musulmani decisero di fuggire da Mecca per cercare rifugio in un paese sicuro retto da un monarca equo. Il Profeta Muhammad (che Dio lo benedica e gli conceda la pace) disse loro di chiedere asilo al re cristiano dell’Etiopia. Quei musulmani che si recarono in questo paese incontrarono un governo giusto che li accolse con amore e rispetto. Il re respinse le richieste degli ambasciatori pagani che erano stati inviati in Etiopia per chiedergli la consegna dei musulmani e annunciò che essi avrebbero potuto vivere liberamente nel suo regno.
A tale attitudine cristiana ispirata alla compassione, alla misericordia e alla giustizia si riferisce il seguente versetto del Corano:
“Troverai che i più acerrimi nemici dei credenti sono i Giudei e politeisti e troverai che i più prossimi all'amore per i credenti sono coloro che dicono: «In verità siamo nazareni», perché tra loro ci sono uomini dediti allo studio e monaci che non hanno alcuna superbia”. (Corano, V, 82)
Credenze e valori condivisi dai musulmani e dalla Gente del Libro
La fede cristiana e quella musulmana hanno molti aspetti in comune. Anche il Giudaismo condivide alcune credenze con l’Islam. Nel Corano, Dio afferma che i musulmani e la Gente del Libro sono accomunati dalla stessa fede:
“Crediamo in quello che è stato fatto scendere su di noi e in quello che è stato fatto scendere su di voi, il nostro Dio e il vostro sono lo stesso Dio ed è a Lui che ci sottomettiamo." (Corano, XXIX, 46)
 
Nel Corano, i cristiani e gli ebrei sono definiti come la Gente del Libro, e si ordina di mostrare rispetto, misericordia e gentilezza nei loro confronti. Sia i cristiani che gli ebrei credono in Dio e condividono gli stessi valori morali dei musulmani. |
Tutti i veri seguaci di queste tre grandi religioni:
--Credono che Dio abbia creato l’intero universo dal nulla e che abbia potere su tutto l’esistente.
--Credono che Dio abbia creato l’uomo e le cose viventi in una maniera miracolosa e che l’uomo possegga un’anima concessagli da Dio. --Credono nella resurrezione, nel Paradiso e nell’Inferno, negli angeli e nel Destino determinato da Dio.
--Credono che Dio abbia inviato molti Profeti tra cui Noè, Abramo, Isacco, Giuseppe e Mosè (la pace su di loro) nel corso della storia.
In un versetto si dice che i musulmani non fanno distinzioni tra i vari Profeti:
Il Messaggero crede in quello che è stato fatto scendere su di lui da parte del suo Signore, come del resto i credenti: tutti credono in Allah, nei Suoi Angeli, nei Suoi Libri e nei Suoi Messaggeri. "Non facciamo differenza alcuna tra i Suoi Messaggeri". E dicono:"Abbiamo ascoltato e obbediamo. Perdono, Signore! E' a Te che tutto ritorna". (Corano, II, 285)
Le credenze della Gente del Libro sono in armonia con quelle dei Musulmani, non solo in termini di fede, ma anche di valori morali. Oggi, in un mondo in cui immoralità quali l’adulterio, l’omosessualità, la tossicodipendenza e forme di egoismo e crudeltà autogratificanti sono divenute comuni, la Gente del Libro e i musulmani condividono le stesse virtù: l’onore, la castità, l’umiltà, il sacrificio, l’onestà, la compassione, la misericordia e l’amore incondizionato.
Le forze comuni contro la fede
Un altro fattore importante che avvicina il Cristianesimo, il Giudaismo e l’Islam è l’influenza contemporanea delle filosofie ateiste.
Tra le filosofie più note e dannose dobbiamo citare il materialismo, il comunismo, il fascismo, l’anarchismo, il razzismo, il nichilismo e l’esistenzialismo. Molte persone che credono in queste false diagnosi, descrizioni ingannevoli e visioni del mondo, della società e dell’uomo, hanno perso la fede o l’hanno messa in dubbio. Queste ideologie, inoltre, sono state la causa di gravi crisi, conflitti e guerre per molti popoli, società e nazioni. La loro colpa per le sofferenze e i problemi che l’umanità deve oggi affrontare è immensa.

 |
Oggi, sia i musulmani che la Gente del Libro sono impegnati in una vasta lotta contro immoralità quali le perversioni sessuali o la tossicodipendenza. Ognuna di queste tre religioni promuove la castità, l’onestà e il sacrificio quali virtù fondamentali. |
|
Mentre negano Dio e la Creazione, le suddette ideologie si fondano su un substrato comune, una cosiddetta base scientifica: la teoria dell’evoluzione di Charles Darwin. Il Darwinismo costituisce la base delle filosofie ateiste. Questa teoria afferma che gli esseri viventi si sono evoluti in seguito a una serie di coincidenze e della “lotta per la vita” Il Darwinismo inviò quindi un messaggio fallace alla gente:
"Non siete responsabili nei confronti di nessuno, dovete la vita alle coincidenze, dovete lottare e, se necessario, opprimere gli altri per ottenere il successo. Questo è un mondo di conflitto e interesse personale".
I messaggi sociali imbevuti di concetti darwinisti quali “selezione naturale”, “lotta per la vita” “sopravvivenza del più forte” costituiscono una forma di indottrinamento. Questa iniqua moralità, presentandosi come una necessità delle “leggi della vita”, promuove l’egoismo, la crudeltà e l’oppressione, distruggendo così virtù quali la misericordia, la compassione, il sacrificio e l’umiltà, vale a dire, i valori morali delle tre grandi religioni monoteistiche.
  
Le ideologie ateistiche come il fascismo, il comunismo, il razzismo e l’anarchia hanno arrecato distruzione all’umanità e hanno incoraggiato l’odio sociale. |
L’indottrinamento darwinista è l’esatto contrario della fede condivisa dalla Gente del Libro e del messaggio del Corano. Ne consegue che tale propaganda costituisce il fondamento di un mondo interinsecamente opposto alle tre religioni divine.
In tale situazione, è necessario che la Gente del Libro e i musulmani cooperino sulla base della comune fede in Dio e dell’accettazione della moralità divina. I seguaci di queste religioni devono svelare al mondo la fallacia del darwinismo, il quale, pur non essendo fondato su alcuna base scientifica, è divulgato al fine di preservare la filosofia materialista. Si dovrebbe giungere ad uno sforzo comune contro tutte queste idee menzognere (comunismo, fascismo, razzismo) al servizio dell’ateismo. Grazie a un tale impegno, il mondo potrebbe in breve tempo ottenere la pace, la tranquillità e la giustizia.
Il darwinismo dipinge una società in cui il conflitto e la violenza sono considerati come un fattore di sviluppo. Ma uno studio dedicato ai suoi effetti sulla società rivela che il darwinismo sociale ha portato solo pena e distruzione.. |
L’antisemitismo è una forma di razzismo contrario all’Islam
Nella nostra epoca, l’antisemitismo è un’ideologia che minaccia la pace mondiale e il benessere e la sicurezza di gente innocente. Sono in molti a provare questo odio razziale contro gli ebrei.
Nel XX secolo, l’antisemitismo ha provocato immani disastri, tra cui spicca il massacro ebraico ad opera dei Nazisti. I regimi autoritari di molti paesi hanno inoltre sottoposto questo popolo a crudeli trattamenti. Le organizzazioni fasciste hanno vessato gli ebrei e condotto attacchi sanguinosi nei loro confronti.
Come dovrebbero dunque considerare l’antisemitismo i musulmani?
La risposta è ovvia. Ogni musulmano dovrebbe opporsi all’antisemitismo così come a qualsiasi altra ideologia razzista. Per quanto i musulmani condannino giustamente la politica crudele e aggressiva dello Stato di Israele e l’occupazione dei territori adiacenti, non è accettabile un biasimo indiscriminato nei confronti di un intero popolo: ciò sarebbe un sintomo di antisemitismo. Il criticare l’ideologia ufficiale del Sionismo non ha, tuttavia, nulla a che fare con l’antisemitismo, dal momento che ciò significa opporsi a un’intensa forma di razzismo. Tra quanti criticano la politica razzista del Sionismo vi sono anche molti ebrei i quali non possono certo essere definiti come antisemiti.
 
La persecuzione degli ebrei nel corso della storia fu fondamentalmente una conseguenza dei pregiudizi razzisti, i quali sono del tutto contrari all’Islam. È giusto opporsi e criticare la bestialità di Israele, ma nessun musulmano dovrebbe condonare trattamenti crudeli e ingiusti nei confronti di ebrei innocenti. |
Il Corano avverte che non si deve criticare un’intera comunità in quanto si deve operare una distinzione tra il giusto e ingiusto e tra il crudele e l’innocente. Dopo avere parlato di alcuni ebrei e cristiani che avevano violato i comandamenti divini, Dio menziona altri ebrei e cristiani che dimostrarono perfezione morale:
“Non sono tutti uguali. Tra la gente della Scrittura c'è una comunità che recita i segni di Allah durante la notte e si prosterna. Credono in Allah e nell'Ultimo Giorno, raccomandano le buone consuetudini e proibiscono ciò che è riprovevole e gareggiano in opere di bene. Questi sono i devoti. Tutto il bene che fanno non sarà loro disconosciuto, poiché Allah riconosce perfettamente i devoti”. (Corano, III, 113-115)
L’antisemitismo è un’ideologia antireligiosa che trae origine dal neopaganesimo. È quindi impensabile che un musulmano provi simpatia per esso. Gli antisemiti non hanno rispetto per Abramo, Mosè o Davide (la pace su di loro), i quali erano Profeti benedetti eletti da Dio quale esempio per l’umanità.
L’antisemitismo e altre forme di razzismo (e.g. il pregiudizio contro le persone di colore) non formano parte della vera religione, sono perversioni derivate da diverse ideologie e superstizioni.
Quando si esaminino l’antisemitismo e gli altri razzismi, appare inoltre chiaro che essi promuovono idee e modelli sociali del tutto contrari agli insegnamenti morali del Corano, in quanto si fondano sull’odio, la violenza e la spietatezza. Un antisemita può essere tanto crudele da sostenere il massacro e la tortura del popolo ebraico, uomini, donne, bambini e anziani. Il Corano insegna invece l’amore, la compassione e la misericordia per tutti. Ordina inoltre ai musulmani di mostrare giustizia e perdono nei confronti dei nemici.

I musulmani desiderano vivere in pace con gli ebrei e i cristiani, in un clima di tolleranza, amicizia, rispetto e compassione. |
I razzisti, d’altra parte, si oppongono alla pacifica convivenza con popoli di razze o credi differenti. (Per esempio, il razzismo dei Nazisti e quello dei Sionisti si oppone all’armoniosa coabitazione di popoli diversi entro determinati confini territoriali per timore di una presunta degenerazione razziale) Nel Corano, tuttavia, non si parla di alcuna distinzione tra le razze, ma si invitano persone di fede differente a convivere in pace e felicità.
Secondo il Corano i musulmani, gli ebrei e i cristiani devono vivere in amicizia
Il Corano opera una significativa distinzione tra la Gente del Libro e i non credenti, specialmente nell’ambito della vita sociale. Per esempio, si dice di quanti associano altri a Dio: “
…i politeisti sono impurità: non si avvicinino più alla Santa Moschea." (Corano, IX, 28) Gli associatori sono persone ignare delle leggi divine, non si attengono ad alcun principio morale e possono quindi, senza esitazione, commettere ogni genere di azione degradante e perversa.
La Gente de Libro, invece, confida in Dio, vive in accordo ai precetti morali e conosce la differenza tra il lecito e l’illecito. Similmente, ai musulmani è permesso sposare una donna della Gente del Libro. A questo proposito, Dio ordina:
“Oggi vi sono permesse le cose buone e vi è lecito anche il cibo di coloro ai quali è stata data la Scrittura, e il vostro cibo è lecito a loro inoltre lecite] le donne credenti e caste, le donne caste di quelli cui fu data la Scrittura prima di voi, versando il dono nuziale - sposandole, non come debosciati libertini!. Coloro che sono miscredenti vanificano le opere loro e nell'altra vita saranno tra i perdenti". (Corano, V, 5)
Queste prescrizioni mostrano che è possibile stringere legami matrimoniali con donne della Gente del Libro così come mangiare alla loro tavola. Queste sono le basi che assicurano lo stabilimento di relazioni umane eque e di una felice vita in comune. Dal momento che il Corano raccomanda un’attitudine giusta e tollerante, è impensabile che un musulmano nutra un’opinione opposta.
All’epoca del Profeta Muhammad (che Dio lo benedica e gli conceda la pace), si praticava una politica giusta e tollerante nei confronti della Gente del Libro. |
Le pratiche giuste e tolleranti del Profeta Muhammad (che Dio lo benedica e gli conceda la pace) nei confronti della Gente del Libro costituiscono un esempio eccellente per i musulmani. Nel contratto stipulato con i cristiani di Najran, nel Sud della Penisola Arabica, il Profeta Muhammad (che Dio lo benedica e gli conceda la pace) offre uno dei maggiori esempi di tolleranza e giustizia. Il contratto include il seguente articolo:
“La vita degli abitanti di Najran e dell’area circostante, la loro religione, terra, proprietà, bestiame e quanti sono presenti o assenti, i loro ambasciatori e i loro luoghi di culto sono sotto la protezione di Allah e la tutela dl Suo Profeta”.
20
Mediante questo contratto, il Messaggero di Dio (che Dio lo benedica e gli conceda la pace) assicurò un ordine sociale contrassegnato da pace e sicurezza tanto per i musulmani che per la Gente del Libro. Tale sistema era una manifestazione del seguente versetto:
“In verità coloro che credono, siano essi giudei, nazareni o sabei, tutti coloro che credono in Allah e nell'Ultimo Giorno e compiono il bene riceveranno il compenso presso il loro Signore. Non avranno nulla da temere e non saranno afflitti” . (Corano, II, 62)
La Costituzione di Medina fu il contratto più importante volto ad assicurare la pace tra cristiani, ebrei e pagani.
Tale Costituzione fu redatta sotto l’egida del Profeta Muhammad (che Dio lo benedica e gli conceda la pace) 1400 anni or sono, vale a dire nel 622 dell’era volgare, al fine di regolare i bisogni di persone di credi differenti e fu messa in pratica come contratto legale scritto. Le varie comunità di diversa razza e confessione religiosa, le quali avevano nutrito inveterati sentimenti di profonda inimiciza reciproca per oltre centoventi anni, divennero parti di questo contratto legale, per mezzo del quale il Profeta Muhammad (che Dio lo benedica e gli conceda la pace) dimostrò che tali conflitti irriducibili potevano essere conclusi instaurando una convivenza pacifica.
Secondo la Costituzione di Medina, ognuno era libero di aderire a qualsivoglia credo religioso o compiere qualsiasi scelta politica e filosofica. Persone accomunate dalla medesima visione potevano riunirsi e formare una comunità. Ognuno era libero di applicare la giustizia in accordo con il proprio sistema, per quanto chi avesse commesso un crimine non sarebbe stato protetto da nessuno. Le parti del contratto si impegnavano a cooperare, a fornire supporto e a rimanere sotto la protezione del Profeta Muhammad (che Dio lo benedica e gli conceda la pace). I conflitti tra le parti erano quindi sottoposti al Messaggero di Dio (che Dio lo benedica e gli conceda la pace).
Questo contratto fu in vigore dal 622 al 632 dell’era volgare. Mediante questo documento le strutture tribali, precedentemente basate sui legami di sangue, furono abolite e persone di cultura, etnia e provenienza differente si riunirono per formare un’unità sociale. La Costituzione di Medina garantì l’assoluta libertà di culto.
Si devono rispettare i monasteri, le chiese e le sinagoghe
Un altro principio importante da trarre dal Corano è il rispetto dei luoghi di culto degli ebrei e dei cristiani. Nel Corano, tali edifici, ovvero i monasteri, le chiese e le sinagoghe, sono menzionati come luoghi di adorazione protetti da Dio.
“… Se Allah non respingesse gli uni per mezzo degli altri, sarebbero ora distrutti monasteri e chiese, sinagoghe e moschee nei quali il Nome di Allah è spesso menzionato. Allah verrà in aiuto di coloro che sostengono [la Sua religione]. In verità Allah è forte e possente”. (Corano, XXII, 40 )
Questo versetto mostra ad ogni musulmano l’importanza di rispettare e proteggere i luoghi sacri della Gente del Libro.

Moschee, chiese e sinagoghe sono luoghi speciali di preghiera dove si riverisce il nome di Dio. Nel Corano, Dio dice che tutti questi santuari devono essere rispettati e preservati. |
Il Profeta Muhammad (che Dio lo benedica e gli conceda la pace) stipulò contratti tanto con i pagani che con la Gente del Libro. Gli idolatri erano sempre trattati con giustizia, e quando chiesero di essere presi sotto la protezione di Muhammad (che Dio lo benedica e gli conceda la pace) la loro richiesta fu prontamente accettata. Ciò significa che tali comunità cercarono la protezione del Messaggero di Dio (che Dio lo benedica e gli conceda la pace) di fronte ad aggressioni o a false accuse. Nel corso della sua esistenza, molti non musulmani e pagani chiesero protezione al Profeta Muhammad (che Dio lo benedica e gli conceda la pace), ed egli li prese sotto la sua ala assicurando la loro sicurezza. In Sura at-Tawba, Dio raccomanda ai credenti di accettare le richieste di protezione da parte degli idolatri:
“E se qualche associatore ti chiede asilo, concediglielo affinché possa ascoltare la Parola di Allah, e poi rimandalo in sicurezza . Ciò in quanto è gente che non conosce!”. (Corano, IX, 6)
Gli ebrei e i cristiani, per la loro comunanza, sono molto più vicini ai musulmani rispetto a quanti non credono in Dio. Ognuna di queste religioni ha un suo libro, ovverosia, ubbidisce alle leggi rivelate da Dio, conosce ciò che è giusto e lecito in accordo con le scritture e riverisce i Profeti e i Messaggeri che ne sono stati latori. La credenza nell’Altra Vita e nel Giorno del Giudizio costituisce inoltre un altro elemento di comunanza tale da permettere un mutuo riconoscimento.
Giungere a una formula comune
Parlando della Gente del Libro, Dio ordina ai musulmani di giungere a una formula comune:
Se poi volgono le spalle allora dite: "Testimoniate che noi siamo musulmani". (Corano, III, 64)
Questo deve costituire il nostro invito ai cristiani e agli ebrei: “In quanto credenti in Dio e seguaci delle Sue rivelazioni, tentiamo di giungere ad un accordo comune nella “fede”. Amiamo Dio, Che è il nostro Creatore e Signore, e seguiamo i Suoi comandamenti. Preghiamo Dio di condurci al sentiero più retto“.
Quando i musulmani, i cristiani e gli ebrei giungeranno ad un simile accordo comune, quando comprenderanno di essere amici e non nemici, quando si renderanno conto che il nemico comune è il rifiuto di Dio, allora il mondo sarà molto diverso. Le guerre diffuse, gli odi, le paure e gli attacchi terroristici termineranno e una nuova civilizzazione fondata sull’amore, sul rispetto e sulla pace sarà stabilita sulla base di questa “formula comune”.

I mali di questo mondo giungeranno a termine nel momento in cui i musulmani, i cristiani e gli ebrei adoreranno Dio in unità, tollerando le differenze di fede. |
I musulmani devono considerare alcuni fatti importanti. Quanto Dio insegna nel Corano riguardo a popoli e credi differenti è chiaro:
* La moralità del Corano esclude ogni forma di razzismo.
* Il Corano ordina di adottare un’attitudine amichevole e tollerante verso i membri di altre religioni purchè questi non mostrino ostilità nei confronti dei musulmani e dell’Islam.
Tutti i credenti devono essere uniti e
pregare gli uni per gli altri
 |
È evidente che gli ebrei abbiano commesso molti errori, come indica il Corano, a proposito dei quali rivolge un critica e un monito. I crimini contro l’umanità commessi ai nostri giorni da Israele sono purtroppo ben noti, ma ciò non dovrebbe indurre i musulmani a provare un senso di ostilità verso tutti gli ebrei. Il Corano ordina infatti di non giudicare un popolo sulla base dell’appartenenza ad una razza, nazione o religione particolare. In ogni comunità si possono trovare persone buone e malvagie. Il Corano rimarca tale differenza. Per esempio, dopo aver menzionato la natura ribelle – contro Dio e la Sua religione – di alcuni membri della Gente del Libro, menziona un’eccezione:
“Non sono tutti uguali. Tra la gente della Scrittura c'è una comunità che recita i segni di Allah durante la notte e si prosterna. Credono in Allah e nell'Ultimo Giorno, raccomandano le buone consuetudini e proibiscono ciò che è riprovevole e gareggiano in opere di bene. Questi sono i devoti. Tutto il bene che fanno non sarà loro disconosciuto, poiché Allah riconosce perfettamente i devoti”. (Corano, III, 113-115)

La visita di Bush al Centro Islamico di Washingon. | 
A lato: il presidente Bush prega accanto a un imam musulmano durante un servizio religioso presso la Washington National Cathedral. Sopra: musulmani e non musulmani pregano insieme a Dallas. | 
Muzammil Siddiqui, il Presidente della Islamic Society of North America, recitò alcuni versetti del Corano alla commemorazione tenutasi all’indomani dell’11 settembre presso la National Cathedral di Washington. |
| All’indomani degli attacchi dell’11 settembre, persone di ogni lingua e religione hanno pregato insieme Dio in solidarietà per le vittime. |
|
In un altro versetto, Dio ordina:
“Ad ogni comunità inviammo un profeta [che dicesse]: «Adorate Allah e fuggite gli idoli!». Allah guidò alcuni di essi e altri si persero, sviati. Percorrete la terra e vedrete cosa accadde a coloro che accusarono di menzogna [i messaggeri]” (Corano, XVI, 36).
Dio ha rivelato a tutti i messaggeri di essere l’Unico e che gli uomini non devono adorare, servire e ubbidire a nessun altro se non a Lui. Il messaggio divino, trasmesso a tutti i popoli da Dio mediante i Suoi Messaggeri, è stato comunicato alla gente a partire dalla creazione dell’uomo. Alcune società hanno accettato il messaggio e seguito il cammino retto, mentre altre lo hanno negato e se ne sono allontanate. Ciò è valido anche ai nostri giorni. Alcuni riconoscono la rettitudine, mentre altri cadono nella corruzione. Tale è la legge di Dio. Questo è il punto di vista che dovrebbero adottare i credenti, tenendo a mente che si possono trovare persone sincere e timorate di Dio anche tra i membri di altre religioni così come tra quanti sono lontani dai dogmi religiosi.
 
Scene di rispetto: il papa in visita al Muro del Pianto di Gerusalemme. Romano Prodi, presidente della Commissione Europea, durante un discorso presso il Centro Islamico di Bruxelles. |
È nostra speranza che si possa stabilire un mondo in cui tutti possano vivere in pace, indipendentemente dalla razza o dalla religione, in cui ogni perversione razzista sia rifiutata, i diritti salvaguardati e ogni persona rispettata. La lotta che si dovrà intraprendere sul piano intellettuale contro tutte le ideologie antireligiose si spera che possa recare quella pace tanto agognata. A questo proposito Dio ha detto:
“I miscredenti sono alleati gli uni degli altri. Se non agirete in questo modo, ci saranno disordine e grande corruzione sulla terra”. (Corano, VIII, 73)
“Perché mai, tra le generazioni che vi precedettero, le persone virtuose che proibivano la corruzione della terra (e che salvammo) erano poco numerose, mentre gli ingiusti si davano al lusso di cui godevano e furono criminali?”. (Corano, XI, 116)
Chi verrà con il bene avrà qualcosa ancora migliore…
(Corano, XXVII, 89) |