In verità Allah ha ordinato la giustizia e la benevolenza e la generosità nei confronti dei parenti. Ha proibito la dissolutezza, ciò che è riprovevole e la ribellione. Egli vi ammonisce affinché ve ne ricordiate. (Corano, 16:90) |
Questi attacchi hanno posto al centro dell’attenzione mondiale l’importante questione sulla vera origine del terrorismo. È stato quindi annunciato al mondo intero che l’Islam è una religione di pace e tolleranza che invita gli individui alla compassione e alla giustizia. Molti capi di stato, organizzazioni mediatiche, televisioni e stazioni radio affermarono che il vero Islam proibisce la violenza e incoraggia la pace tra gli uomini e le nazioni. Quei circoli occidentali che hanno inteso integralmente la religione dell’Islam e si sono bene informati circa i comandamenti di Dio enunciati nel Corano hanno chiaramente specificato che le parole “Islam” e “terrore” non sono sinonimi e che nessuna religione divina permette la violenza.
Questo libro sostiene che il terrorismo, che condanniamo, non trae origine da una religione divina e non ha spazio nell’Islam. Ciò è affermato chiaramente nel Corano, la fonte principale dell’Islam, ed è paleseevidente nella pratica di tutti i veri governanti musulmani, il più eminente dei quali fu il Profeta Muhammad (che Dio lo benedica e gli conceda la pace). Il presente testo rivela, alla luce dei versetti del Corano e di esempi tratti dalla storia, che l’Islam, non solo proibisce il terrorismo, ma anzi mira a stabilire la pace e la sicurezza nel mondo.
Come è noto, per secoli, molti gruppi con distinti propositi hanno condotto numerosi atti terroristici in diverse parti del mondo. Talvolta Oorganizzazioni comuniste, talvolta gruppi fascisti, talvolta estremisti e fazioni separatiste si sono assunti la responsabilità degli attentati. Mentre paesi come l’America sono divenuti spesso il bersaglio di attacchi da parte di gruppi marginali di ispirazione razzista, i paesi europei sono stati al centro di violenti attentati perpetrati da consistenti fazioni terroristiche. L’organizzazione rivoluzionaria 17 Novembre in Grecia, la RAF (Rote Armee Fraktion) e i Neo-Nazisti in Germania, la ETA in Spagna, le Brigate Rosse in Italia e molte altre organizzazioni hanno tentato di attirare l’attenzione sul loro messaggio avvalendosi del terrore e della violenza, causando la morte di persone indifese e innocenti. La natura del terrorismo si trasforma in accordo con i mutamenti delle condizioni mondiali e incrementa il suo impatto e potere grazie ai nuovi strumenti resi accessibili dallo sviluppo tecnologico. In particolare, i messimezzi di comunicazione di massa, qualicome Internet, estendono considerevolmente l’ambito e l’influenza delle attività terroristiche.
Le cause di un atto di terrorismo devono cercarsi nelle ideologie antireligiose. La religione promuove l’amore, la compassione, il perdono e uno stile di vita conforme a principi morali elevati. Il terrorismo, al contrario, sostiene la crudeltà e la violenza, provocando sofferenza, spargimenti di sangue e massacri. |
Si deve ricordare che, tra quanti furono uccisi a New York e Washington, alcuni amavano il Profeta Gesù (cristiani), altri il Profeta Mosè (ebrei) e altri ancora il Profeta Muhammad (musulmani), che Dio lo benedica e gli conceda la pace. Senza il perdono da Dio, l’uccisione di persone innocenti costituisce un grave peccato che conduce ai tormenti dell’Inferno. Nessuna persona religiosa e timorosa di Dio potrebbe compiere un tale atto.
Gli aggressori possono commettere una simile violenza solo con l’intenzione di attaccare la religione stessa. Si potrebbe ipotizzare che lo scopo di costoro sia di presentare la religione come malvagia agli occhi della gente, per indurre un distacco da essa e per ingenerare odio nei confronti dei fedeli. Ne consegue che, dietro la facciata religiosa, ogni aggressione contro cittadini americani o altri innocenti altro non è che un attacco contro la religione.
La religione ordina l’amore, la misericordia e la pace, mentre il terrore, al contrario, è crudele, spietato e richiede spargimenti di sangue e miseria. Stando così le cose, le origini di un atto terroristico vanno ricercate nella miscredenza piuttosto che nella fede. Potenziali perpetratori dovrebbero piuttosto considerarsi quanti considerano la vita da una prospettiva fascista, comunista, razzista o materialista. Il nome o l’identità di chi preme il grilletto non ha importanza. Chiunque sia capace di assassinare persone innocenti a sangue freddo è un miscredente, non certo un credente. Si tratta di un assassino privo del timore di Dio, la cui principale ambizione è lo spargimento di sangue e la rovina. Per tale ragione, il concetto di “terrore islamico” è fallace e contraddice il messaggio dell’Islam, il quale rifiuta nella maniera più assoluta il terrorismo.
Al contrario, il terrore (vale a dire, lo sterminio di persone innocenti) costituisce un grave peccato nell’Islam, e i musulmani devono assumersi la responsabilità di prevenire tali atti, diffondendo la pace e la giustizia nel mondo.